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Altre tecniche


L'estrazione per mezzo del gas carbonico supercritico consiste nell'uso come solvente di un derivato del biossido carbonico, la cui facilità di eliminazione consente una produzione a costi minimi.

L'espressione a freddo è destinata ai soli esperidati (arance, limoni, bergamotti ...) i cui oli essenziali si trovano nella scorza. Prelevate manualmente o meccanicamente, queste scorze liberano un misto di olio odorante e acqua. Questa materia è in seguito centrifugata e filtrata prima di essere concentrata.

L'infusione è piuttosto destinata alle materie secche (baccelli di vaniglia ...). Queste materie prime sono immerse per un lungo periodo di parecchi mesi in solventi (alcol ...) che non richiedono di essere poi eliminati. Grazie ai progressi della chimica moderna, questo procedimento molto costoso non è quasi più utilizzato ai giorni nostri.

I nuovi procedimenti chimici rispondono ai bisogni sempre più grandi del mercato e all'esigenza di costanza nella composizione e nella qualità dei prodotti di profumeria.

Il frazionamento consiste nell'isolare i diversi costituenti delle essenze. Gli isolati così ottenuti servono da base alla produzione di materie odoranti il cui profumo può differire da quello della pianta originale. L'eugenolo, estratto dal chiodo di garofano, sviluppa un odore di garofano, mentre il citrale, derivato dal lemongrass, emette un profumo di violetta ...

La cromatografia in fase gassosa permette di recensire le molecole che entrano nella composizione di un odore, come anche il loro dosaggio, per poter duplicare in seguito questa combinazione.

Ultimo nato di queste tecniche moderne, lo headspace consente grazie a un gas neutro di captare al meglio le molecole odoranti dei fiori più refrattari ai procedimenti precedenti di estrazione, come il lillà e il mughetto. Dopo l'analisi cromatografica, il lavoro del profumiere consiste allora nel riprodurli.
 
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